
Si è svolta martedì 7 ottobre 2025, in modalità online, la prima riunione collegiale tra i 15 enti di Terzo settore – uno per ciascuna area socio-educativa strategica – a cui è stato affidato un mandato esplorativo nell’ambito dell’iniziativa Organizziamo la speranza.
L’incontro ha rappresentato il primo passo di un percorso nazionale che accompagnerà nei prossimi anni la costruzione di alleanze educative territoriali capaci di generare un cambiamento concreto e duraturo nei contesti più vulnerabili del Paese.
Un grande cantiere educativo per il Paese
Organizziamo la speranza è promossa da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e mette a disposizione 50 milioni di euro complessivi per sperimentare interventi multidimensionali. L’obiettivo è produrre un miglioramento significativo e visibile delle opportunità e del benessere di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, adolescenti e famiglie che vivono in quartieri caratterizzati da fragilità sociali ed educative, rafforzando al contempo le capacità delle comunità educanti.
Alla riunione ha preso parte anche Marco Rossi-Doria, Presidente di Con i bambini, insieme allo staff impegnato nell’iniziativa. Il confronto ha consentito di condividere visione, metodo e prospettive di lavoro, valorizzando il ricco patrimonio di esperienze e buone pratiche già attive nei territori nel contrasto alla povertà educativa minorile.
“Quello di Organizziamo la speranza è il più grande cantiere educativo di intervento per contrastare la povertà educativa minorile in contesti così difficili, rivolto a tutte le fasce d’età, da 0 a 18 anni, a livello nazionale – ha commentato Marco Rossi-Doria –. Anche nella comparazione europea, come intervento in luoghi di crisi strutturale e povertà educativa reiterata per decenni, si può richiamare l’esperienza delle zone di educazione prioritaria in Francia, molto centrate però sulla scuola e non sull’alleanza educativa territoriale. Con Organizziamo la speranza c’è l’ambizione di dimostrare con i fatti che è possibile contrastare la povertà educativa anche in territori in cui il fenomeno si è cronicizzato e dove l’esclusione precoce è diventata una triste normalità, in forme differenti”.
“Si tratta di una sperimentazione ampia – ha aggiunto – che coinvolgerà migliaia di bambini e bambine, ragazzi e ragazze e le loro famiglie, e che avrà bisogno di una valutazione d’impatto molto attenta. Abbiamo scelto la strada della costruzione partecipata dei partenariati in ogni realtà, per concorde adesione. Perché, se vogliamo creare un modello capace di espandersi, non possiamo immaginare che gli enti dei 15 territori concorrano tra loro: è l’unità territoriale, è la crescita delle comunità educanti che fa la differenza”.
Le 15 aree coinvolte
Le aree socio-educative strategiche interessate dal mandato esplorativo si trovano a Bari (Carbonara, Ceglie, Loseto, Santa Rita), a Bologna (San Donato – San Vitale), a Cagliari (Borgo Sant’Elia, Nuovo Borgo Sant’Elia, San Michele, Mulinu Becciu, Is Mirrionis, Tuvixeddu – Tuvumannu), a Caivano in provincia di Napoli, a Catania (Centro storico), a Firenze (Mantignano – Ugnano – Sollicciano, San Bartolo a Cintoia, San Jacopino, Cascine), a Foggia (Rione Candelaro, Rione Biccari, Borgo Croci), a Genova (Cornigliano, Sampierdarena, Ca’ Nuova – all’interno del CEP), a Milano (Villapizzone, Quarto Oggiaro), a Napoli (San Giovanni a Teduccio, Barra), a Padova (Pontevigodarzere, Mortise, Torre, Ponte di Brenta, Palestro), a Palermo (Palazzo Reale – Monte di Pietà, Tribunali – Castellammare, I circoscrizione), a Reggio Calabria (San Giorgio – Modena – San Sperato), a Roma (San Basilio, Tor Cervara) e a Torino (Mirafiori Sud).
Con questa prima riunione prende avvio un percorso di lavoro condiviso che punta a costruire, territorio per territorio, alleanze educative solide e inclusive, capaci di incidere in profondità sulle condizioni di vita e sulle opportunità di crescita di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, contribuendo a rendere la speranza un progetto organizzato e concreto.